Perché il pensiero computazionale appartiene a ogni classe

computational thinking

Il pensiero computazionale (PC) è molto più di una competenza per futuri programmatori. Oggi rappresenta un insieme universale di abilità cognitive da cui ogni studente può trarre beneficio.

Proprio come la lettura e la scrittura sono diventate competenze alfabetiche fondamentali per tutti i discenti, il pensiero computazionale sta emergendo come una competenza essenziale, trasversale alle discipline. I suoi principi attraversano i confini delle materie, permettendo agli studenti di analizzare, strutturare e risolvere problemi in qualsiasi campo, non solo nell’informatica.

Che cos’è il pensiero computazionale?

Una delle concezioni errate più comuni sul pensiero computazionale è che richieda l’apprendimento della programmazione. In realtà, il pensiero computazionale è una mentalità orientata alla risoluzione dei problemi, non una competenza tecnica legata a uno strumento specifico o a un linguaggio di codifica. Fornisce agli studenti un modo strutturato per scomporre le sfide, comprendere problemi complessi e progettare soluzioni chiare ed efficaci. Queste capacità sono preziose in qualsiasi campo.

Al centro del pensiero computazionale si trovano quattro pilastri fondamentali:

  • Decomposizione – scomporre un problema complesso in parti più piccole e gestibili.
  • Riconoscimento di pattern – identificare somiglianze o strutture ripetute per comprendere meglio i problemi.
  • Astrazione – filtrare i dettagli non necessari per concentrarsi su ciò che conta davvero per risolvere il problema.
  • Pensiero algoritmico – progettare un processo chiaro e graduale che conduce dal problema a una soluzione praticabile.

Sebbene queste idee siano essenziali nell’informatica, si estendono ben oltre. Il pensiero computazionale supporta ogni percorso di carriera perché rafforza la capacità universale di ragionare logicamente, gestire la complessità e creare soluzioni che funzionano.

Applicazioni nel mondo reale oltre la classe di informatica

Il pensiero computazionale dimostra il suo valore più chiaramente quando esce dai confini del laboratorio informatico. I suoi metodi rafforzano l’apprendimento nelle diverse materie, aiutando gli studenti ad affrontare i compiti con chiarezza, struttura e sicurezza analitica. 1

In matematica, la decomposizione supporta gli studenti mentre scompongono problemi verbali elaborati in passaggi più piccoli, permettendo loro di isolare le variabili, identificare le relazioni e passare dalla confusione alla strategia. Per quanto riguarda le scienze, il riconoscimento di pattern è essenziale per osservare i risultati sperimentali, individuare tendenze nei dati e formulare conclusioni basate sulle evidenze.

Nell’arte e nel design, l’astrazione gioca un ruolo fondamentale: gli artisti rimuovono deliberatamente dettagli non necessari per creare rappresentazioni visive che comunicano mood, concetto o struttura con intenzione e chiarezza. Anche nella scrittura e nelle lingue, il pensiero algoritmico aiuta gli studenti a organizzare narrazioni, pianificare la progressione della trama e sequenziare le idee logicamente per produrre testi coerenti e coinvolgenti.

Questi esempi illustrano che il pensiero computazionale non è solo una materia tecnica, ma un approccio flessibile e interdisciplinare che arricchisce l’apprendimento ovunque i problemi debbano essere compresi, strutturati e risolti.

Computational thinking acer for education teacher smiling in front of a flipped-tablet-style acer chromebook with a smiling student by his side

Dalle barriere all’azione: iniziare nella tua scuola

È importante riconoscere l’esitazione che molte scuole provano riguardo all’integrazione del pensiero computazionale: queste preoccupazioni sono reali e legittime.

Le sfide che gli educatori spesso evidenziano includono priorità contrastanti nel curriculum, formazione, strumenti e risorse insufficienti e difficoltà nel valutare le competenze di pensiero computazionale. Tuttavia, ciascuna di queste barriere ha soluzioni pratiche e realistiche.2

Per quanto riguarda la competenza limitata degli insegnanti che non sono mai stati formati in informatica, c’è una buona notizia, ovvero che il PC non richiede competenze tecniche avanzate: molte strategie possono essere introdotte attraverso sessioni brevi e mirate di sviluppo professionale o attraverso attività pronte all’uso che guidano gli insegnanti passo dopo passo.

Un’altra preoccupazione per molte scuole riguarda i budget limitati. Fortunatamente, il PC non dipende da attrezzature costose. Numerose piattaforme di alta qualità e materiali didattici sono disponibili gratuitamente su qualsiasi dispositivo, e ci sono molteplici attività non digitali, come puzzle e giochi, che possono favorire le competenze di pensiero computazionale.

Un ottimo esempio è CodeWeek, un’iniziativa promossa dall’UE che fornisce risorse gratuite sulle competenze digitali per gli educatori.

Infine, gli insegnanti temono spesso che un curriculum già completo non lasci spazio per qualcosa di nuovo. La chiave è l’integrazione piuttosto che l’aggiunta. Il PC può essere integrato nelle lezioni esistenti, ad esempio scomponendo problemi verbali in matematica, analizzando pattern nei dati scientifici, pianificando la struttura di una storia nelle discipline umanistiche o esplorando l’astrazione nel design visivo. In questo modo, il PC potenzia ciò che gli insegnanti già fanno invece di competere con esso.

Con risorse accessibili, strategie a basso costo e una mentalità interdisciplinare, portare il pensiero computazionale in classe diventa sorprendentemente semplice.

Costruire pensatori computazionali per il domani, a partire da oggi

Preparare gli studenti per il futuro significa dotarli della capacità di analizzare problemi e progettare soluzioni (competenze che sono al centro del pensiero computazionale). Come abbiamo visto, il PC non è un’aggiunta per specialisti della tecnologia ma un’alfabetizzazione fondamentale che rafforza l’apprendimento trasversale alle materie e consente a ogni studente di prosperare in un mondo sempre più complesso.

Il percorso da seguire inizia con piccoli passi pratici: riconcettualizzare il PC come mentalità, integrarlo nelle lezioni quotidiane e sfruttare strumenti e attività accessibili. Quando le scuole abbracciano questo approccio, coltivano pensatori sicuri e adattabili pronti per le sfide di domani.

In conclusione, per educatori, leader e decisori politici che desiderano compiere il prossimo passo, il Piano d’azione per l’educazione digitale dell’UE fornisce un chiaro quadro strategico che posiziona il pensiero computazionale come priorità educativa fondamentale.

 

Fonti:

    1. “Computational Thinking for All: Pedagogical Approaches to Embedding 21st Century Problem Solving in K-12 Classrooms.” Yadav, Aman, et al.
    2. “State of Play and Practices from Computing Education REVIEWING COMPUTATIONAL THINKING in COMPULSORY EDUCATION.” Bocconi, Stefania, et al.
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